Cosa sarebbe il basket in Italia senza gli americani? Ogni tanto rispunta la “polemica” sugli americani che tolgono spazio agli italiani: cos’hanno di più molti di loro rispetto ai giocatori nostrani? Si dice. Certo, ce ne sono e ce ne sono stati diversi che hanno avuto un rendimento diciamo rivedibile, ma ciò non può mettere in discussione il fatto che hanno dato e danno un apporto fondamentale a rendere i nostri campionati più interessanti e spettacolari. E non solo dal punto di vista strettamente tecnico: l’arrivo degli americani ogni anno suscita curiosità, sono un’incognita anche a livello di ambientamento sociale, soprattutto se “rookie” al primo impatto con i campionati in terra europea. Ed essendo il basket italiano formato prima di tutto da realtà di provincia, il rapporto diretto con i concittadini-tifosi rende il tutto un’occasione unica di confronto con persone provenienti da culture diverse, specialmente quella afroamericana, fino a vent’anni fa estranea alla nostra come non mai (a differenza dei Paesi europei colonialisti). Oltre a fornire un campionario di storie ed aneddoti tra il divertente ed il surreale, oltre che di buoni sentimenti “no borders”: provate a chiedere in giro in cittadine come Cantù, Biella, Roseto, dove si vive di basket a stretto contatto con i suoi protagonisti.
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| Elliot Van Zandt |








