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Il ranking di Slam - parte I

Quello che chiude il primo decennio del ventunesimo secolo si annuncia come un campionato strano e forse per questo più intrigante degli ultimi tre targati Piazza del Campo. Intendiamoci, niente e nessuno potrà scalfire il dominio senese, ma il livello medio di talento e di preparazione tattica sembrano essersi innalzati rispetto al recente passato. La novità di maggior rilievo, frutto di leggi xenofobe che in spregio ad ogni principio del libero mercato hanno limitato a tre il numero di extracomunitari tesserabili, è la grande presenza di giocatori europei. Non parliamo certo di mezze tacche ma di gente che ha fatto parlare di sè in lungo e in largo per il Vecchio Continente.
Tanti e (quasi tutti) giovanissimi: Zisis, Maciulis, Petravicius, Markoishvili, Akyol e Motiejunas, solo per citare i più noti. L'altra grande novità, questa più frutto della volontà delle società che della tutela del ridicolo, come abbiamo potuto ammirare quest'estate, prodotto italiano è data dalla scelta degli allenatori. Niente più casini (dis)organizzati alla Markovski o alla Sakota, con one-man-show e isolamenti da NBA, ma tante squadre che eseguiranno, eseguiranno, eseguiranno fino allo sfinimento.
Gentlemen, start your engines cantavano i Grateful Dead ed è quello che vi consigliamo di fare se volete seguire il campionato insieme a noi.

The fire bug









Come nella tradizione delle piccole squadre che tentano la disperata impresa di raggiungere la salvezza, i punti di forza sono identificabili nel gruppo di americani, dalle cui prestazioni dipenderanno le sorti della stagione della Martos. J. R. Reynolds dovrebbe fornire il maggior apporto di punti, con la sua capacità di segnare sia nel traffico che da fuori, anche se, come si è visto nelle amichevoli precampionato, è ancora da perfezionare l’intesa con i compagni. A menar le danze ci penserà Kevin Kruger, ottimo nella gestione del gioco, concreto, senza troppi fronzoli, e con un tiro molto pericoloso. Il nuovo arrivato Kenny Adeleke porterà invece punti e rimbalzi sotto canestro, grazie ad un fisico notevole, un’energia potenzialmente travolgente ed un atletismo che lo distingue nettamente da Lance Allred, del quale ha preso il posto. Al trio si aggiungono Mario Gigena, che dalla panchina è sempre pericoloso e può inoltre fornire l’esperienza di cui questa squadra ha bisogno, ed il greco Tsaldaris, che in una realtà così potrebbe emergere con le sue doti da tiratore.

Innanzitutto una panchina praticamente inesistente, con soli tre giocatori destinati ad avere un minutaggio importante (Bonora, Gigena e Drobnjak). La rotazione degli esterni è ridotta all’osso, e sotto canestro, dove ci si affida al solo Adeleke ed al suo pieno recupero dall’infortunio della scorsa stagione, mancano punti di riferimento. Sono molte altre le incognite, e riguardano sostanzialmente l’impatto effettivo che i vari Kruger e Reynolds possono avere: se ciò che abbiamo espresso nei punti di forza si verificherà, allora si potrebbe anche fare un pensierino alla salvezza. Ciò che più preoccupa, però, è la solidità economica di questa società: i tifosi napoletani hanno purtroppo imparato cosa vuol dire avere dei giocatori distratti, diciamo così, da faccende extracestistiche, e non vorrebbero vedere ripetersi certe situazioni già viste, non nell’anno di esordio di questo nuovo progetto che dovrebbe riportare Napoli nel basket.



Sin dal primo giorno di allenamento, coach Marcelletti ha cercato di creare un gruppo coeso, ben conscio delle difficoltà che questa stagione comporterà, ma determinato a non arrendersi fino all’ultimo secondo. Una preparazione iniziata molto tardi, in una situazione per forza di cose ancora precaria, con giocatori alla prima esperienza in Europa, e adesso con due nuovi innesti a pochi giorni dall’inizio del campionato, non gli hanno certo reso il lavoro facile, ma la voglia di vincere di certo non manca all’allenatore casertano. Dovrà lavorare molto sulla difesa, trovare le motivazioni lungo l’arco del campionato, e creare una squadra che lo segua, per cercare di realizzare un’impresa che avrebbe dell’incredibile.



Ovviamente la salvezza, che al momento appare un’utopia, viste anche le gare disputate contro formazioni di A nell’ultimo mese, ma forse i frutti del lavoro di Marcelletti potranno vedersi a campionato iniziato. I tifosi si augurano che per allora la squadra non sia già spacciata, ma soprattutto, come detto, si augurano anche che non si verifichino inconvenienti di natura finanziaria. La voglia di tornare a respirare l’aria della massima serie è tanta, ma anche una retrocessione, se dovesse essere seguita da un progetto serio e solido, sarebbe ben accetta.

by Andrea Fusillo










Le forche caudine della Legadue non sono passate invano. La società, nella persona del suo GM Cecco Vescovi, ha impiegato la passata stagione non solo nello sforzo, riuscito, di riappropriarsi della Serie A, ma anche per creare le basi di un futuro, per usare un termine molto in voga, sostenibile. Ad una solida pattuglia tricolore (Passera, Antonelli, Mian, Martinoni, Cotani, Gergati, Galanda) si aggiungono il professor Childress, già protagonista l'anno scorso, il tiratorissimo Jobey Thomas ma soprattutto quello che sarà verosimilmente l'uomo salvezza dei biancorossi: Ron Slay. In extremis, per aggiungere fisicità, atletismo e capacità di creare dal palleggio, è stato aggiunto l'ex canturino-napoletano Morandais, altro probabile uomo salvezza.

Come dicevamo prima, la combinazione fisico-atletica di questa squadra è veramente ai minimi termini. Dovranno eseguire, eseguire, eseguire, sperando che gli allenatori dormano sulle contromosse e che gli avversari sul campo non inizino a picchiare, sporcando gli schemi. Childress è sempre uno spettacolo, ma le primavere iniziano, hanno già iniziato l'anno scorso, a farsi sentire e pensare che faccia 30 partite al top è pura utopia. Per quanto riguarda la pattuglia italiana, Cotani è tagliato dal sarto per fare il quattro in Legadue, mentre in Serie A non ha, e non avrà mai, un ruolo stabile, oscillando continuamente nei due spot di ala. Passera è invece inadeguato a fare il cambio del play in Legadue, figuriamoci in Serie A. Thomas e Gergati sono avvisati. Morandais e Slay sono giocatori dal talento indiscutibile, ma anche dal caratteraccio altrettanto indiscutibile e il problema vero è che la salvezza passa anche e soprattutto dalle loro prestazioni.

Pillastrini è l'allenatore ideale per questa squadra: si fida dei giovani e sa come ingraziarsi i senatori. La Varese dell'anno scorso eseguiva anche quando non ve n'era bisogno; quella di quest'anno, e il precampionato sembra confermare, dovrà farlo ancora di più se vuole cavare un ragno dal buco. Le sue stagioni migliori sono state quelle vissute al fianco di Childress e i 5000 che affollano il PalaWhirlpool sperano che il leit-motiv continui. Slay ha disputato la sua annata migliore quando la mente e il suo braccio armato in campo erano gli stessi di quest'anno. Lo ripetiamo per la terza volta: o (faranno) gira(re) lui o vanno giù come un piombo nella Fossa delle Marianne.

La salvezza all'ultima giornata.


by the fire bug











E' una delle squadre che sono cambiate meno rispetto alla scorsa stagione. Il reparto lunghi, ad eccezione del turnover Ebi-Salvi in cui a fronte della perdita di talento fisico-atletico c'è stato un aumento di solidità, è rimasto invariato. L'accoppiata guardia-ala si integra alla perfezione. Jackson ha tutto, in primis fisico e tiro, ma anche doti a rimbalzo e comprensione del gioco per esplodere a Ferrara e puntare all'Europa di medio livello già a partire dall'anno prossimo. Grundy lo conosciamo: realizzatore sopraffino con piedi velocissimi e braccia infinite per diventare anche un buon difensore nel sistema di coach Valli.

Sangarè nonostante l'ottimo precampionato rimane una scommessa. L'anno scorso ha disputato una buona stagione, ma sempre dando l'impressione di essere un ragazzo che si esprime meglio come riserva in una grande che gli chiede quelle cose che lui può e sa fare (difesa soprattutto) piuttosto che come factotum in una piccola. Jamison è sempre lo Shaq de noantri, però ha un anno in più (a novembre sono 33 berette) e per un giocatore dalla stazza simile il crollo fisico è sempre dietro l'angolo. Bisognerà poi vedere se Salvi saprà garantire la stessa presenza a rimbalzo difensivo, vera grande lacuna del cinghialone di Clemson, di Ebi. La panchina è composta essenzialmente da tiratori e mezzi figuranti, ma questo è forse il problema minore.

Conferma anche per Valli, vera sopresa, forse ancor più di Capobianco, della passata stagione. Messiniano doc come l'anno scorso si è potuto notare in tanti frangenti. In particolare per la capacità di trasferire la sua durezza mentale ad una squadra partita in sordina, ritrovatasi a febbraio con l'acqua alla gola, e che si è poi saputo ergere a protagonista di un travolgente finale di stagione dove è andata ad un nonnulla dai playoff.

La salvezza. Stentata, con le unghie e con i denti, ma salvezza.


by the fire bug









Con Michele Antonutti, Montegranaro si è assicurata uno dei più affidabili giocatori italiani del nostro campionato, che andrà a rimpolpare la già nutrita nidiata di virgulti marchigiani di ritorno composta da Andrea Cinciarini, Lechtaler e Canavesi, chiamati quest'anno a dimostrare in maniera convincente e definitiva le proprie potenzialità. Il leader offensivo della squadra sarà senza dubbio Robert Hite, guardia che ha toccato l’Nba con Nets e Heat e possibile capocannoniere della regular season. Sotto canestro è arrivato il granitico Greg Brunner, autore l’anno scorso di un finale di stagione assolutamente clamoroso.

Con Garris, Minard e Hunter se ne sono andati via tutti i punti fermi della scorsa stagione. Difficile trovare nel roster a disposizione di Frates qualcuno che potrebbe prendere stabilmente il ruolo di guida della squadra, anche perchè chi dovrebbe rivestire il ruolo si trova nella sempre difficile situazione di essere per la prima volta leader in un "tipo di basket" completamente sconosciuto. Il grande problema dei marchigiani rimane però l'assoluta confusione in cabina di regia dove Maestranzi, Cavaliero e Cinciarini rischiano di non fare un playmaker in tre.

Frates, da allenatore molto esperto di serie A, dovrebbe garantire una sicurezza per i marchigiani, ma dovrà essere bravo a gestire la pressione se come prevedibile arrivasse qualche difficoltà. Dopo le annate casertane non lo dovrebbe spaventare più nulla.

La salvezza dovrebbe essere un obiettivo raggiungibile con una certa facilità, ma lottare per i playoffs sarà un’impresa probabilmente al di fuori delle potenzialità di questo roster.

by Andrea Zunino


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