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Preview NBA 2009/2010 - Central Division




Siamo giunti alla quarta fermata. Central Division; vediamo cosa succede intorno ai grandi laghi, con i Cleveland Cavaliers in cerca di riscatto dopo la disfatta dello scorso anno

















Chicago Bulls







La complicata love story tra Ben Gordon e Windy City è arrivata al capolinea. L’addio non è così amaro; i Bulls puntano su un Deng pienamente ripreso dall’infortunio e sulla crescita di Rose, il cui potenziale tende all’infinito. Senza il combinaguai da U-Conn a sparare a canestro, coach Vinny Del Negro sarà più libero di impostare la sua idea di gioco veloce, semplice e arioso. Uomini duttili ed esperti come Brad Miller e John Salmons fanno al caso suo; gli altri, i giovani Thomas e Noah insieme ai promettenti rookie James Johnson e Taj Gibson, hanno la dorata opportunità di sbocciare in un sistema di gioco che esalta la loro intraprendenza. Ma qualora i nervi freschi di college dovessero cedere e l’esperienza non dovesse bastare, gli appelli ai salvatori Deng e Rose potrebbero risultare vani e allora sì che si sentirebbe la mancanza di quei tiri ignoranti del numero 7.









Cleveland Cavaliers




Ultima possibilità per i Cavs di vincere il titolo col loro eroe di casa? Sì, molto probabile. Ma il Re non aspetterà con le mani in mano, questo è certo. Dopo la clamorosa sconfitta patita dai Magic, girava voce che i giocatori di coach Brown fossero così turbati da aver paura dell’uomo nero; nessun problema, si sono detti ai piani alti, basta chiamare un uomo nero più grande. Uno Shaquille O’Neal in forma, riposato dall’alternanza con Ilgauskas, vuol dire tanta solidità nei playoff, l’unica cosa che mancava ad una squadra capace di una regular season coi fiocchi. In più sono arrivate l’intelligenza di Anthony Parker e l’atletismo di Moon; la macchina non solo dispone di talento ma è ben calibrata, Lebron James ha finalmente un gruppo degno delle sue mire. Siamo all’alba di una nuova era? Non proprio: la concorrenza non manca, può darsi che la storia debba aspettare.












Detroit Pistons








La città del vento è quella dall’altra parte del lago Michigan, ma in questo caso l’aria fresca è arrivata tra i Pistons, rinverdendo uno spogliatoio dove le ragnatele colonizzavano ormai gli armadietti. Quello di Ben Wallace, ironia della sorte, è stato rapidamente igienizzato e rimesso a nuovo, ma per il resto ci sono l’allegria ei buoni propositi delle facce nuove, a cominciare dal coach Kuester per finire con Ben Gordon e Charlie Villanueva, due facce toste come piacciono a Motown. L’idea è quella di portare sul parquet una squadra giovane, dura e un po’ cafona, con la giusta dose di esperienza per avere una marcia in più e tanta energia dal pino. Che tutto funzioni subito, questo è da vedere. Le garanzie sono poche, Stuckey non è ancora un leader e dovrà diventarlo presto. Ma insomma, per scacciare la crisi dell’industria, un po’ di divertimento con questi ragazzi cattivelli non può far male.











Indiana Pacers






Tre le pochissime novità dell’estate di Indianapolis, spicca la scelta del rookie Tyler Hansbrough, fresco campione NCAA con i Tar Heels, selezionato con una scelta bassa per via del suo scarso potenziale residuo, ma i suoi attributi quadrati potranno dare una bella spinta ad una squadra a rischio-noia. Ci si aspettano grandi cose da Roy Hibbert, centro eletto ora che Nesterovic è tornato in Canada infischiandosene degli svantaggi fiscali, e l’altro giovane Brandon Rush avrà spazio per dire la sua. Ma c’è poco di interessante in questi Pacers, e solo un’annata oltre ogni più rosea previsione da parte del già ottimo Granger potrebbe proiettarli verso obiettivi più nobili.












Milwaukee Bucks







E’ noto che Fonzie e i suoi amici, in Happy Days, quando volevano divertirsi migravano da Milwaukee a Chicago senza farsi troppi problemi. I tifosi dei Bucks, abituati ad anni di noia, potrebbero pensare di imitarli. In verità, qualcosa di interessante c’è; la guida energica di coach Skiles ha portato a buoni risultati nella scorsa stagione, e Michael Redd torna dall’infortunio per giocare in coppia con Brandon Jennings, il rookie che ha quasi fatto più punti in una partita di una Summer League scintillante che in tutta una stagione a Roma. Ma a Milwaukee vige la politica del disarmo, con Sessions, Villanueva e Jefferson partiti per lidi migliori: qualcuno ha già cominciato a sbadigliare.



by Andrea Cassini






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