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Preview NBA 2009/2010 - Southwest Division



Il conto alla rovescia è quasi arrivato al termine: Martedì 27 ottobre, ossia nella notte italiana, si aprirà il sipario su una nuova stagione NBA. La competizione per contendersi le luci del palcoscenico si prospetta quantomai accesa; le squadre di vertice si sono tutte rafforzate, e con un gruppo di quattro serie contendenti al titolo ci sarà da divertirsi. Ma i temi caldi non finiscono qui: ci sono franchigie che, in tempi di magra, puntano sui giovani, c'è una classe di matricole che può riservare delle sorprese, e in definitiva pochi mesi ci separano dalla famigerata estate 2010, quando alcuni tra i più grandi campioni usciranno dai loro attuali contratti. Quali saranno, a fine stagione, i valori in campo?
Ma l'azione si avvicina, le parole iniziano a diventare superflue, è tempo di dimostrare ancora una volta il nostro amore per questo gioco, come dicono oltreoceano: noi di Slam lo abbiamo fatto andando a vedere cosa succede dietro le quinte, mentre le luci si accendono e il pubblico, lentamente, entra in sala.










Dallas Mavericks




Dopo l’ultima regular season non troppo entusiasmante, riscattata solo parzialmente con l’eliminazione degli incerottati Spurs al primo turno di playoffs, Dallas prova a rientrare nel lotto delle squadre di vertice portando in Texas molti acquisti di qualità. Il volto da copertina del mercato cubaniano è quello di Shawn Marion: The Matrix, dopo aver fatto il vagabondo in giro per gli States, prova a ritrovare in Texas quella solidità e costanza che lo aveva portato a diventare All Star nei Suns di D’antoni. Con lui dal Canada è arrivato anche Kris Humphries, per dare solidità al reparto lunghi. Reparto lunghi che, a fronte della perdita di Brandon Bass, si avvalorerà anche delle prestazioni di Drew Gooden, che ha lasciato San Antonio letteralmente sul carro dei vincitori, partendo per Dallas con chi aveva appena sconfitto i suoi Spurs. Da New York è giunto infine il veterano Tim Thomas, per completare un roster di talento, che appoggiandosi sulle robuste spalle di Jason Kidd, Josh Howard e soprattutto Nowitzki vuole tornare a vincere con continuità. Tre leader che, nonostante tutto quello di buono fatto vedere in tanti anni di Nba, per un motivo o per l’altro hanno ancora qualcosa da dimostrare per poter entrare di diritto nell’olimpo dei più grandi. Riportare i Mavs tra le prime quattro squadre d’America potrebbe essere il modo giusto.







Houston Rockets






Con Yao fuori per tutta la stagione e il solito T-Mac di cristallo che dovrebbe rientrare a Dicembre ci si sarebbe dovuti aspettare un mercato rivoluzionario da parte di Houston. E invece la dirigenza dei Rockets ha deciso di cambiare poco, spedendo a LA il problematico Artest in cambio del meno talentuoso ma più solido Ariza e affiancando a Luis Scola altri due lunghi d’area Fiba: il britannico ed ex trevigiano Pops Mensah-Bonsu, gambe al tritolo e tanta aggressività a rimbalzo, e soprattutto uno dei più forti giocatori d’area Fiba dell’ultimo decennio, quel David Andersen che per chi è fan dell’Eurolega non ha alcun bisogno di presentazioni. Leader del gruppo saranno l’ormai veterano Shane Battier e Aaron Brooks, una delle più belle sorprese dell’ultima stagione. Tanti giocatori di energia e una folta pattuglia di tiratori: queste sono le armi che useranno i Razzi del Texas per restare nell’èlite del basket a stelle e strisce. Waiting for T-Mac











Memphis Grizzlies







Due possibili fenomeni dall’atteggiamento problematico, tanti giovani, tantissimo talento e probabilmente altrettanto egoismo. Questi sono, riassumendo molto, i Memphis Grizzlies 2009/2010. Allen Iverson e Zach Randolph sono i grossi nomi che indorano il mercato estivo e vanno ad affiancare Rudy Gay, OJ Mayo e Marc Gasol in un quintetto che in quanto a capacità offensive potenzialmente è secondo a pochi in Nba. Ma la chimica di squadra è tutta da scoprire e nonostante i proclami di un Iverson indesiderato da tutti durante l’estate e arrivato in Tennesse solo come ultima (o unica?) scelta, è difficile sperare che questa squadra possa anche solo avvicinarsi ai playoffs. L’obiettivo minimo è far meglio delle 24 W della passata stagione, lasciandosi alle spalle qualche squadra nel difficilissimo Ovest. Ovviamente ci saranno poi tanti singoli desiderosi di mettersi in mostra: dai già citati Iverson, giunto al canto del cigno, e Randolph desiderosi di riscatto, a un Rudy Gay che cercherà di imporsi come uno dei migliori giocatori della Lega, a un Oj Mayo che vuole dimostrare ancora quanto sia facile per lui metterla nel cesto.













New Orleans Hornets








Ancora e sempre più nel segno di Chris Paul. In un’annata deludente dopo le meraviglie del 2008 il playmaker da Wake Forest è stato l’unica certezza, mantenendo livelli di rendimento stellari. La squadra si è mossa bene in estate, non stravolgendo un gruppo con potenzialità ancora intatte e facendo un unico cambio significativo. Via Chandler, rivalutato dopo la grande stagione di due anni fa, e dentro Emeka Okafor, rookie dell’anno giusto una stagione prima di CP3. Il centro ex Bobcats ha la possibilità in Louisiana di esplodere definitivamente. Proprio la sua intesa con Paul sarà la chiave di volta della stagione degli Hornets, così come l’impatto di un Peja Stojakovic che coach Scott vuole trasformare in panchinaro di lusso. Ripetere i fasti del recente passato sarà impresa non facile, ma visto l’equilibrio che regna ad Ovest alle spalle dei Lakers ogni obiettivo è lecito.












San Antonio Spurs








Sfatato il mito dell’anno dispari San Antonio prova a sfruttare quella che probabilmente sarà l’ultima occasione del trio Parker-Ginobili-Duncan per provare ad arrivare ancora in fondo. Dopo l’addio di Robert Horry in estate ha abbandonato il gruppo anche un altro protagonista storico dei grandi Spurs, Bruce Bowen. Al suo posto Popovich ha voluto Richard Jefferson, un giocatore bisognoso di rilanciarsi e che può portare tanto atletismo e doti da realizzatore. Per migliorare il reparto lunghi, dopo aver fallito l’esperimento Gooden, è arrivato Toto McDyess, sempre capace di far qualcosa di positivo anche in pochi minuti e soprattutto lungo che per mentalità e caratteristiche sembra disegnato apposta per gli Spurs di coach Pop. Inoltre dal draft arriva Dejuan Blair, che con una buonissima preseason si candida ad essere il cosiddetto “steal of the draft”, oltre che a diventare l’ennesima testimonianza vivente dell’abilità della dirigenza texana. Posto che Parker deve necessariamente confermarsi a grandissimi livelli, la chiave per il successo della stagione sarà la resistenza fisica di Tim Duncan e Manu Ginobili, che ancor più degli scorsi anni dovranno esser bravi a gestire la propria condizione fisica per arrivare sani e freschi a maggio.


by Andrea Zunino

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