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NBA ALL STAR GAME: La Preview e i quintetti di Basket Connection


E’ tempo di riposo per gran parte dei giocatori Nba. Eh sì, perché anche se sembra strano a dirsi, il weekend delle stelle rappresenta una delle poche pause che i giocatori hanno nel corso dell’estenuante regular season Nba. Ma per le star il tempo di fermarsi non c’è mai: e allora tra domani e venerdì i più forti giocatori della Lega dovranno fare le valigie e prendere un volo con destinazione Los Angeles, per dar vita alla sessantesima edizione dell’All Star Game. Cosa aspettarsi da questo weekend? Difficile a dirsi. Un modello da imitare, uno spettacolo impareggiabile o un vero e proprio circo?
I commenti che specialmente da questo lato dell’oceano vengono indirizzati all’All Star Game americano spaziano ampiamente tra l’apprezzamento e la derisione. Quel che è certo è che come ogni anno gli occhi di gran parte del mondo cestistico internazionale saranno puntati su ciò che andrà in scena a Los Angeles. Proprio Los Angeles: la terra delle star per antonomasia, la patria del cinema, in questo weekend ospiterà l’evento cestistico che più si avvicina al mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento di massa. Come al solito la partita delle stelle sarà solo la ciliegina finale di una tre giorni stracolma di eventi. A partire dal venerdì, quando rookie e sophomore daranno a vita a quella che si presuppone essere l’ennesima baracconata del Rookie Game: lo scorso anno Evans, Jennings, Blair e compagnia avevano interrotto un dominio dei sophomore che durava da sette anni. Per ripetersi dovranno vedersela a questo giro con una batteria di esordienti di assoluto livello, capeggiati da un Blake Griffin che rookie non lo sembra proprio per niente. Se alla Snai accettassero scommesse su chi sarà il protagonista assoluto a LA giocate tranquilli i vostri euri sul ragazzone da Oklahoma. Oltre a essere il sicuro punto di riferimento di una squadra dei rookie che vedrà tra i suoi protagonisti anche il sorprendente ex trevigiano Gary Neal, l’ala dei Clippers sarà l’attesissimo protagonista del Saturday night. DeRozan, Ibaka e McGee saranno infatti quasi sicuramente solo un contorno alla prova di Griffin in uno Slam Dunk Contest che promette di mettere in mostra uno spettacolo come non si vede da diversi anni. Prima della consueta gara delle schiacciate, la solita sfida da tre punti: una competizione di qualità, nella quale Allen e Pierce cercheranno di bissare i successi ottenuti rispettivamente nel 2001 e nel 2010, difendendosi dalle prove di Kevin Durant, nonché di 3 specialisti come James Jones, Booby Gibson e Dorrel Wright. Solito antipasto quello offerto dallo Skills Challenge e dalla prova di tiro a squadre, che l’Nba si ostina a proporre nonostante l’evidente scarso interesse di due competizioni in cui comunque presenzieranno fior di campioni, da Nowitzki a Gasol, passando per Chris Paul. Domenica, finalmente, l’All Star Game vero e proprio. Fare un pronostico su una partita in cui per forza di cose le motivazioni non sono alle stelle e nella quale l’obiettivo primario dei partecipanti finisce spesso per essere quello di mettere in mostra le proprie capacità acrobatiche è sempre un’impresa. Provando a far finta che quella di Los Angeles sarà una partita vera, il livello dei valori i campo sarà, effettivamente, stellare. Guardando i quintetti l’Est parte forse come favorita, soprattutto per l’equilibrio tattico che possono dare i cinque giocatori più votati della Eastern Conference. Rose, Wade, James, Stoudemire e Howard compongono una squadra che potrebbe dominare fisicamente e atleticamente chiunque altro su questo pianeta, aggiungendo un talento smisurato nell’uno contro uno. Talento che certo non manca nemmeno a Ovest, dove Paul dovrà armare la mano di tre dei più micidiali realizzatori degli ultimi dieci anni: Bryant, Anthony e Durant. Tre generazioni diverse, ma la stessa incredibile capacità di bucare la retina avversaria. Sotto canestro non ci potrà essere Yao Ming, che nonostante una carriera che ormai sembra purtroppo finita da due stagioni è riuscito ad essere ancora una volta il centro più votato. La scelta tra i lunghi che avrà a disposizione coach Greg Popovich (che probabilmente cederebbe metà dello stipendio pur di poter non partecipare a un evento che rappresenta l’antitesi della sua visione della pallacanestro) sarà comunque ampia: Duncan, Gasol, Nowitzki sono il top nel ruolo da dieci anni a questa parte, mentre Love e Griffin rappresentato le nuove leve. Tra gli esterni fa la seconda apparizione all’All Star Game Manu Ginobili, che pur avendo dichiarato pubblicamente che tre giorni di riposo gli avrebbero fatto comodo, si gode il riconoscimento di essere uno dei più forti giocatori del pianeta. A chiudere il roster l’immancabile Deron Williams e l’esordiente Russel Westbrook. La panchina dell’Est è invece totalmente tinta di bianco verde: Doc Rivers potrà infatti contare su Rondo, Allen, Pierce e Garnett, ovvero quattro quinti del suo quintetto titolare. Bosh, Horford e Joe Johnson completano una squadra esperta, che non vede neanche un esordiente tra i suoi membri. La speranza è che tra le due squadre si riesca a creare un po’ di rivalità, perché una partita che giocata con agonismo potrebbe tranquillamente essere la più bella della storia rischia di diventare una noiosa e imbarazzante parata.

L’ALL STAR GAME DI BC

In vista di questo sessantesimo All Star Game abbiamo chiesto agli utenti della nostra community (http://www.basketconnection.it/) di darci le loro preferenze sui giocatori da schierare. Questi i due quintetti che sarebbero venuti fuori se un miracoloso bug avesse annullato le votazioni di chiunque al mondo tranne quelle provenienti dai computer dei nostri utenti:

EST
Rose
Rondo
James
Stoudemire
Howard
 
OVEST
Ginobili
Bryant
Durant
Gasol/Duncan
Bynum

Votazioni quindi in continuità con quelle reali ad est, con il solo Rondo a prendere il posto di Wade, mentre ad Ovest vince la linea gialloviola, con Bryant, Bynum e Gasol (ex aequo con Duncan) ad affiancare Durant e un Ginobili che evidentemente ha lasciato il segno nei ricordi della nostra community, entusiasta nel vedere le imprese in maglia neroargento del fenomeno di Bahia Blanca.

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