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Una favola chiamata Dinamo: eterna casa senza fondamenta

Palaserradimigni
La finale con la Vanoli Soresina ormai è cosa passata. Una serie in un cui dopo le prime 2 gare si sentiva già profumo di A, avendo rovesciato il fattore campo, ma Cusin, Bell e soci hanno altre idee e sbancano il Palaserradimigni per ben 2 volte consecutive dando un calcio ai sogni di gloria sassaresi. A questo punto non resta che ripartire per una nuova grande stagione alla ricerca della massima serie...appunto, occorre ripartire, occorrono soldi per la prima trance della tassa d’iscrizione, gli sponsor tardano a pagare ed i rinnovi contrattuali con gli stessi sono in altissimo mare. Capo D’Orlando in primis e Bologna poi sono già dietro la porta pronte ad aprirla.
Ma proprio alla scadenza, in extremis come tante altre volte, la Dinamo, complice un aiuto regionale, qualche sponsor e lo sforzo della famiglia Mele, riesce ad iscriversi alla Legadue.
Il budget è letteralemente quello che è, il profilo per questa annata è molto molto basso: viene tenuto Rowe che con l’ex livornese Kemp e Hubalek fa un bel terzetto completato da Devecchi e Vanuzzo. Il quintetto è buono ma la panchina con Baldassarre, Binetti, Conti più 2 portasciugamani non ha nulla a che vedere con quella di Veroli, Venezia o Casale. In panca siede coach Sacchetti e far dimenticare Cavina non è compito facile.
Pronti via e si parte con un 13-0 che va oltre le più rosee aspettative, il magico terzetto a menare le danze più un discreto apporto della panchina in casa. Ma il campionato è ancora lungo e c’è tutto il girone di ritorno, si sa che alla lunga il tuo sesto, settimo e ottavo uomo possono a loro modo fare la differenza. Infatti è una catastrofe, perché non solo Brindisi che gioca un basket migliore va nettamente avanti a tutti e prende il primo posto diretto per la lega maggiore, ma anche Veroli mette la freccia e questo vuol dire che in caso di finale il fattore campo non è favorevole come l’anno prima.
Si comincia con Pistoia e le prime 2 gare in casa sono una semplice passeggiata, si perde gara 3 e si chiude tutto nella partita successiva. In semifinale arriva a Sassari la quotata Casale di Fantoni che riesce in gara 2 a rovesciare il fattore campo e vincendo anche gara 3 va sul 2-1 nella serie. La Dinamo è con le spalle al muro, o si vince in Piemonte o finisce la stagione. L’orgoglio della truppa di Sacchetti è enorme cosi si sbanca Casale con 100 punti segnati e percentuali da sogno. Gara 5 è ai limiti dell’orrido ma il finale è di quelli che fanno saltare sul seggiolino, con Kemp da 7 metri sulla sirena a sigillare il 57-54!!!! E si va tutti in finale con le prime 2 gare a Veroli.
La serie finale parte molto male, in gara 1 sembra che i laziali la portarenno a casa facile con Hines sottocanestro che fa tutto e più di tutto e Draper, Gatto e Rosselli il resto. In 2 serve una prova d’orgoglio per non tornare a casa sullo 0-2 che dal punto di vista emotivo sarebbe una mazzata e anche stavolta, come in Piemonte e come sempre al momento giusto, arriva la reazione con 90 punti segnati e gara 2 in archivio. La terza partita è una strenua lotta punto a punto che alla fine vede prevalere i sassaresi, gara 4 è la cavalcata vincente, una partita sull’onda dell’entusiasmo che porta dritti in serie A.
Ma non c’è tempo per godersi il momento. I problemi economici con la tassa (anche più alta) da pagare tornano a farsi sentire, Mele parla di scomparsa ormai sicura e aspetta solamente il miglior offerente. Ma l’offerta giusta non arriva e a questo punto le strade sono 2: la scomparsa totale o l’iscrizione. I sacrifici per arrivare in alto sono stati tanti e la Famiglia Mele non se la sente di far morire il basket in Sardegna, così con l’ennessimo sforzo economico e senza main sponsor si fa la A.
Arrivano White e Diener (che sono il più grande sacrificio economico) che con Hunter formano probabilmente uno dei primi 3 terzetti di americani della Lega. Devecchi e Vanuzzo rimangono, come Sacchetti che rinuncia a Varese e porta con se il figlio Brian. Pinton, Hubalek, Cittadini e Tsaldaris completano il roster.
Nelle prime 4 partite arrivano 3 vittorie che fanno ben sperare per il proseguio, ma la Lega A è un’altra cosa ogni partita è una battaglia, la squadra ha grande potenziale negli americani ma rimane in gran parte inespresso come Diener e l’apporto degli italiani non è sempre dei migliori. Così il momento critico arriva subito, e ci si ritrova al girone d’andata con 6 vittorie e Hubalek fuori per infortunio. Arriva Plisnic, un giocatore più di sistema, e dopo la sfortunata gara con Montegranaro le cose tornano a girare con White che sfrutta il suo enorme potenziale e non gira più a vuoto come prima, Diener che nella prima parte della stagione è stato molto deludente comincia a smazzare assist (24 in 2 gare), più il cuore del capitano Vanuzzo e la difesa di Devecchi, la grande solidità di Hunter e Tsaldaris, anche loro decisivi quanto Diener. E si arriva così alla gara casalinga con Pesaro ed un primo quarto da incubo sotto 10-23, ma non è più la Dinamo dell’andata e la partita viene riacciuffata da un immenso Hunter e dal decisivo White del quarto finale. Ed ora settimo posto in classifica che equivale ai playoff con Hunter, White e Diener in quintetto per l’All Star Game.
Futuro? Sempre incerto e senza main sponsor ma ormai alle difficoltà si è abituati, intanto ci si gode il sogno sperando un giorno di trovare delle solide fondamenta.

by maistros

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