Di recente si è letto sui giornali della grande innovazione dei campionati di basket in Italia. Tutto era partito con la nascita della lega di sviluppo, ovvero la teorica Legatre, per poi leggere che la Legadue voleva diventare dilettantistica per evitare il crollo, fino alla sorpresa della Legabasket in formato NBA. Una serie maggiore quindi a 20-22 squadre, addirittura ripartita in due Division, giusto per fortificare i festeggiamenti per il 150° dell’Unità d’Italia una bella divisione ci stava bene. Pare che il problema base della riforma sia il blocco delle retrocessioni che inizialmente era stato proposto per 3 anni, ma la sensazione di chi scrive è che anche in questo caso si andrà verso lo stile NBA, in cui il nome della società, magari, resta lo stesso, ma cambia la città. C’aveva provato Papalia che aveva trasferito Rieti a Napoli, quindi perché non perdere una delle poche sensazioni che rende grande il basket italiano, ovvero il campanilismo?
La Legabasket al momento è a 16 squadre, ma non farebbe fatica a trovare altre 4-6 candidate che vengano su senza guadagnarsi la promozione sul campo, anche se questa scelta fa molto Lituania 2011. Non riuscite a raggiungere l’obiettivo? Cambiate le regole, così le varie Venezia, Casale, Veroli ed altre potrebbero finalmente cullare il sogno della serie maggiore. Il dubbio principale in tutta questa modifica è che la serie maggiore da ormai un decennio vede almeno un fallimento di squadra l’anno, un progetto del genere non rischia di peggiorare la situazione, oltre che diminuire ulteriormente l’immagine delle federazioni italiane?
Per far fronte a questo si è pensato di passare alla norma del 6+6, cioè 6 stranieri e 6 italiani, che perlomeno prendendo 6 usa, se scelti bene, permetterebbe di trovare giocatori di qualità a basso prezzo, mentre i 6 italici saranno sempre pagati troppo. Quindi chi non vorrà spendere troppo magari punterà su qualche giovincello di buone speranze e magari di pochi minuti in campo. Questo creerà qualche nuovo dubbio sui vincoli rivolti ai nativi del suolo italico, giacché anche questa riforma non farà crescere dei campioni che mangiano la pizza e che suonano il mandolino. Per far fronte a questo però sembra interessante il progetto della lega di sviluppo, che prevedrà squadre farcite di under 23 e qualche under 21, oltre a questo si vocifera anche di un campionato nazionale Under 19, dicendo così basta ai punteggi 121 a 16 che si rischiano di vedere a livello regional-provinciale, che non fanno crescere né i più forti né i più scarsi. A questo punto non è meglio una liberalizzazione totale degli stranieri nella serie maggiore?
Da un quesito all’altro: ma se si avrà una legabasket in stile nba non servirà una televisione al livello del nuovo progetto? Uno dei fulcri del futuro successo della nuova lega passerà di qua, poiché solo una forte promozione del prodotto permetterà al nuovo progetto di crescere e l’addio di Sky spaventa parecchio. O si va quindi verso il canale LegabasketTV in diretta sul digitale con una diretta in chiarissimo sulla Rai o altrimenti non si vede una promozione sufficiente per la nuova Lega. Un canale dedicato per tutti i patiti del basket e una trasmissione in diretta e in chiaro per coinvolgere nuovi appassionati. Personalmente non vedo alternative, Sportitalia e La 7 non mi sembrano convincenti. Il lato positivo è sicuramente leggere che la Lega non è morta, di qualcosa si discute e i 300.000€ che si vocifera che il presidente di Lega si intaschi servano a qualcosa e non sia il solito modo di trovare una poltrona comoda e morbida.
Personalmente credo che il progetto sia interessante, ma che ci si debba lavorare molto, soprattutto sulla televisione, sui limiti per i giocatori italiani e soprattutto sulla solidità dei progetti. Perché va tutto bene, ma gli appassionati sono stufi di vedere fallire società, oppure vedere squadre che spendono e spandono in campagna acquisti per accorgersi poi di non avere gli stipendi neanche per il primo mese. Va tutto bene, ma serve un progetto serio che permetta al basket di crescere e provare a riavvicinare il gap con Grecia e Spagna in primis.
by kenco







Nessun commento:
Posta un commento