
- Nelle prime dieci giornate, in cui ha affrontato anche le due squadre che dovrebbero, non ridete, contendergli il tricolore, 23 punti di scarto medio. Ventitre. Basta questo per far capire che il nostro giudizio su questo primo scorcio di stagione senese si potrebbe anche concludere qua.
- E invece no perchè, udite udite, Siena sembra addirittura in un tanto palpabile quanto voluto ritardo di forma, con lo scopo non dichiarato ma intelleggibile di avere i tre mesi di picco di forma quando inizierà la primavera.
- Prendendo in considerazione solo i "titolari" essi assomano 131.4 minuti complessivi sui 200 disponibili e la differenza di minutaggio tra quello più impiegato (Hawkins) e quello meno impiegato (Eze) è calcolata in 2.9 minuti. Le rotazioni di Pianigiani si saranno pure allargate rispetto agli anni scorsi, ma le gerarchie sono chiarissime già ad inizio stagione e il quintetto è un blocco monolitico.
- Quelli meno impiegati sono proprio McIntyre e Stonerook-Eze, l'anima dell'attacco e le anime della difesa. Nonostante questo i punti di scarto rimangono sempre 23 (per l'anima del cazzo direbbero gli allenatori avversari, ma questa è decisamente un'altra storia)
- Il giocatore più utilizzato è Hawkins e i motivi sono facili da intuire. Più difficile sapere quali poteri magici custodisca coach Pianigiani, visto che dopo sette partite di campionato il Falco sembra essere cresciuto tra i gonfaloni e la verbena.
- Ma si possono avere cinque-giocatori-cinque sopra il 90% (novanta per cento) ai tiri liberi? Irritante nella sua perfezione.
by The Fire Bug
- Nessuna squadra ha azzeccato tre nuovi americani come i suoi. Bowers, Ere e Jones. Tre grandissimi realizzatori con doppia dimensione e capacità di punire la difesa in ogni momento.
-Completano il quintetto due ex virtussini col dentino avvelenato come hanno dimostrato ieri. Di Bella in particolare è alla migliore stagione della sua carriera. Le gambe sono quelle di sempre, il tiro è in crescita esponenziale e il risultato è quello di ritrovarsi ad essere il miglior playmaker italiano di questo primo scorcio di stagione.
- Un plauso a Claudio Coldebella. Un mercato eccellente alla sua prima vera esperienza come GM. Chapeau!
- Cantù è da sempre Difesa&Contropiede. Sacripanti è un figlio di Cantù e dopo due anni a forte rischio nevrosi in quel di Pesaro non vedeva l'ora di ripropporre il mantra che l'ha accompagnato in questi primi trentacinque anni. Nessuno conosce i segreti di questa impostazione mentale quanto Pino e infatti Caserta gioca un basket spettacolare fatto di tantissimi possessi ad altissimo ritmo e pochissime palle perse.
- Non sono una squadra di giocatori che amano passarsi la palla. Sacripanti ha capito anche questo ed ha impostato una serie di giochi che fanno delle spaziature a difesa schierata una religione. Ognuno dei quattro esterni, considerando Jones come tale vista la sua spiccata perimetralità, può così far risaltare le proprie doti di 1vs1 e di capacità di punire il difensore dal palleggio.
- Assomigliano parecchio ad un mix tra squadra degli anni Ottanta ed una degli anni Novanta. Poco utilizzo del p'n'r e del penetra e scarica, atletismo nella media, tanto coinvolgimento dei lunghi, eccellente difesa di squadra e continua ricerca dell'innalzamento del ritmo.
by The Fire Bug
- Passano gli anni e i mesi e se li conto anche i minuti, ma Mazzarino non invecchia mai. Dopo la scorsa stagione passata a sopportare le paturnie del poker di brotha, quest'anno si è trovato in una squadra che ne fa il terminale principe con un coach che se lo mangia con gli occhi e lui ha ringraziato da par suo (16.4 punti media, 3.1 assist e 19.1 di valutazione).
- In un campionato composto da squadre che mettono insieme nomi alla rinfusa, spesso sopra le testa dell'allenatore, Cantù è una piacevole eccezione. La squadra ha un tasso di talento che rasenta lo zerovirgola ma è costruita da e con l'allenatore, secondo una logica che può essere discutibile o meno, ma rimane tale.
- In una squadra già ridotta all'osso si sono abbattuti due infortuni non di poco conto a due "titolari". Forte contusione alla testa del perone per Lydeka (tre partite saltate e tre giocate a mezzo servizio) e tallonite post-traumatica per Jeffers (costretto a marcare visita due volte) ma i biancoblu hanno saputo rispondere colpo su colpo.
- Trinchieri è un coach a cui piace sperimentare e in queste dieci partite ha già sciorinato gran parte del suo repertorio. Difese che cambiano in continuazione anche nel corso della stessa azione, comitati di portatori di palla (da Mazzarino e Markoishvili, passando per Jeffers e addirittura Leunen) per far stancare il meno possibile Green, pochissimo utilizzo del p'n'r, Mian tenuto in panchina per tre quarti per essere proposto, fresco come una rosa nell'ultimo e via di questo passo.
- La difesa è la base di una squadra che non eccelle in nessuno degli altri campi (punti, rimbalzi, assist, percentuali) ma che sa come far giocare male gli avversari.
- Giovacchini ad ogni partita sembra sempre più un corpo estraneo a questa squadra. Poca fiducia da parte del coach (10 minuti complessivi nelle ultime 3 partite), tendenza a liberarsi della biglia una volta superata la metacampo, zero iniziative, mira scentratissima. Che sia stato confermato troppo precipitosamente.
- Paradossalmente, nonostante la situazione in classifica, sono proprio i tre giocatori più attesi ad aver deluso. Green, Markoishvili e Jeffers, per ragioni diverse, non stanno dando quel che ci si aspettava da loro. Comunque nessun allarmismo, tanto più che l'obiettivo stagionale (la salvezza) è sulla buona strada per essere centrato.
- La vere sorprese è invece rappresentata dalla coppia di lunghi titolari. Leunen, guardia nel corpo di un'ala forte, ha incantato non tanto con i numeri, comunque buoni (10.5 punti di media, 4.4 rimbalzi, 1.7 assist) quanto con le movenze. Quelle classiche, da giocatore che è padrone del campo. Ortner invece si è giovato in maniera francamente insospettabile ad inizio stagione di una squadra che in tanti momenti schiera tre tiratori (Mazzarino, Mian, Leunen) che gli liberano spazi in area per far esplodere il suo dinamismo.
by The Fire Bug
- Il campionato della difficile conferma dopo la strepitosa stagione scorsa non è cominciato nel migliore dei modi. La squadra di coach Capobianco non è riescita ad avere continuità di rendimento: a fronte di 5 vittorie (contro Varese, Caserta ed Avellino in casa e Biella e Roma in trasferta) sono arrivate 5 sconfitte: una contro Siena (e qui non c'è nulla di strano) e ben quattro arrivate dopo un finale punto a punto contro Ferrara, Virtus Bologna, Cantù e Milano.
- In particolare le sconfitte casalinghe contro Virtus e Armani Jeans sono dure da digerire ed emblematiche dei problemi evidenziati dalla squadra teramana: due partite che sembravano indirizzate sui binari della vittoria sono state buttate via con un finale confuso e condito da molti errori. Al contrario, le ultime tre gare vinte consecutivamente contro Biella, Avellino e Roma con ampio scarto rappresentano un’ inversione di tendenza, con i biancorossi molto più concreti nei momenti decisivi.
- Decisiva a tal punto è la qualità della regia di Peppe Poeta, colui dal quale partono le azioni decisive: nelle 5 partite vinte ha distribuito 28 assist contro i 15 messi a referto nelle restanti cinque. Potrebbe aver risentito del fatto che la presenza di un tiratore dal palleggio come Diener tolga troppo il pallone dalle mani del campano, a differenza di un giocatore da catch and shoot come Carroll.
- Il contributo di Bobby Jones è imprescindibile: le sue deludenti prestazioni sono coincise con le sconfitte, tendendo ad uscire di scena nei combattuti finali di match. Al contrario, il 33 e il 26 di valutazione contro Varese e Biella la dicono lunga sul suo potenziale.
- Gli infortuni in serie dei lunghi, seppur lievi, prima di Jesse Young e poi del miglior rimbalzista James Thomas, hanno un pò scombussolato i piani; sono stati ingaggiati Jurak e Stanescu, soprattutto il primo si è dimostrato elemento utile. Nonostante tutto è la quinta squadra nei rimbalzi presi ed è prima nei rimbalzi concessi (soltanto 28.6 di media). In particolare la scelta di ingaggiare Thomas, a parte l'infortunio, si è rivelata infelice: giocatore troppo interno che mal si adatta alle caratteristiche di Poeta, pare uscito dalle grazie del coach. Il paragone con un difensore come il Brown degli ultimi anni è impietoso.
- La difesa, in particolare nelle prime gare ha concesso troppo agli avversari: nelle % dei tiri da 2 e da 3 subiti figura tra le ultime della classe.
- Positiva la continuità di Diener, Amoroso e il solito eterno cecchino Hoover (11 di media con il 51.8% da 3).
- Il potenziale per fare bene c'è tutto: la squadra al completo, superati i problemi di amalgama, può fare ottime cose sia in campionato (leggasi PlayOff) che in Eurocup (da sottolineare la storica qualificazione ai gironi contro Nicosia rimontando il -14 subito in trasferta). Occorre pazienza perchè il materiale umano a disposizione di Capobianco ha talento ma non la grande energia e intelligenza cestistica di giocatori come Moss, Brandon Brown e Carroll, che la scorsa stagione rendevano tutto più facile.
by Stefano D'Andreagiovanni
- Sembravano destinati ad una retrocessione senza troppe discussioni ed invece eccoli qua, dopo dieci giornate, a sgomitare per una Final8 che ormai è qualcosa in più che un sogno, nonostante il calendario sia tutto in salita.
- Dopo l'infelice stagione virtussina, Pillastrini è ritornato a fare quello che sa fare meglio: allenare in provincia, crescere giovani, cavare il sangue dai vecchi e dalle teste calde.
- Una squadra di senzacuore: Martinoni va nella "sua" Treviso e se ne esce con 2 punti per la sua squadra e un 15+11 per lui. Morandais ritorna, acclamato come un generale romano, nella sua Napoli ne mette 16, cattura 8 rimbalzi e, non contenta, infila pure la tripla della vittoria da 10 metri. Jobey Thomas ritorna nella sua Montegranaro e sono 20 punti per un 27 di valutazione con Childress ad innescarlo.
- Cerco un centro di gravità permanente che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose e invece riguardo a Slay l'idea è cambiata rapidamente, passando da "questo ci salva" a "speriamo che la squalifica ci liberi da un contratto inutile". La doppia ernia riscontrata dopo solo due giornate di campionato ha fatto virare rapidamente il front-office biancorosso verso JR Reynolds.
- La firma dell'ex-Vanoli ha estremizzato ancor di più un roster che praticamente viveva sugli esterni. La frontline varesotta è composta da due prossimi 35enni, da un bimbo talentuoso e da un quattro treoso alla miglior stagione della sua carriera.
- La filosofia di gioco è quella classica di tutte le squadre di Pillastrini. Controllo del ritmo e delle palle perse, difesa arcigna e fallosissima per provare a sopperire all'atletismo con la capacità di spezzare il ritmo all'attacco avversario, ricerca spasmodica del tiro da tre.
by The Fire Bug
- Il brillante successo all'esordio contro Teramo è stato seguito da cinque sconfitte consecutive interrotte dal successo contro Napoli. Nella lotta per la salvezza, escludendo Napoli che pare destinata alla retrocessione salvo clamorosa svolta, Ferrara dovrà sudare fino in fondo. Le sconfitta nelle sfide-salvezza a Varese, maturata nel finale, e a Pesaro, nonostante una grande rimonta, non sono un buon segnale ma la squadra di coach Valli ha dimostrato il carattere per lottare con le dirette concorrenti.
- Anthony Grundy e Luke Jackson mettono a segno il 47% della media punti totale della squadra (72). Se il primo è una sicurezza, in forma smagliante anche rispetto alla sua prima apparizione italiana, il secondo è l’ago della bilancia delle prestazioni della Carife: nelle due vittorie e nella onorevole sconfitta all’ overtime ad Avellino ha avuto il 24,3 di valutazione media contro gli 11 delle restanti gare.
- L’ attacco a livello statistico mostra tutti i suoi problemi: penultima nei punti segnati e penultima nelle percentuali da due e da tre. Questo è dovuto al fatto che hanno il peggior reparto di bloccanti del campionato: Jamison, Nnamaka e Salvi non offrono garazie in questo fondamentale.
- Si spera in un impatto maggiore di Jamison a rimbalzo: nonostante il buon contributo del nigeriano di Svezia Nnamaka e di Salvi (decisivi nella prima giornata), due che si sbattono sempre, vengono concessi troppi rimbalzi agli avversari (penultimi nella lega).
- Sangarè non ha fatto il salto di qualità sperato: il lavoro a fianco di Grundy, importante per consentire di sfruttare le qualità realizzative da guardia dell’ americano, non è stato all’altezza portando al taglio del francese. Il recente ingaggio del funambolico playmaker Spinelli, non propriamente un regista ragionatore, potrebbe aiutare fino ad un certo punto. Anche perchè Spino dà il meglio giocando sul pick'n'roll che, come detto, non è esattamente la specialità di Harold Jamison, il cinghialone di Clemson.
by Stefano D'Andreagiovanni
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