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Preview NBA 2010/11: Western Conference

Diamo uno sguardo a quello che ci aspetta nell'immenso Ovest!



Northwest Division

 
Utah Jazz


Da quando si era capito che la coppia Williams-Boozer non era la nuova Stockton-Malone (più che altro, Boozer non era Malone) si sentiva bisogno di un po' di aria nuova a Salt Like City. Boozer si è spostato ai Bulls e al suo posto arriva Al Jefferson, eterna promessa finora limitata in squadre di basso rango. Ai Jazz troverà un ambiente ormai avvezzo ai Playoffs e potrà formare un accoppiata interessante e totalmente inedita con Deron Williams, reduce forse dalla sua miglior stagione. Per il resto, si spera in un recupero di Okur e si confida molto nel reparto esterni rimesso a nuovo con gli arrivi di Raja Bell, giocatore ordinato come piace a Sloan, e Wesley Matthews. Da tenere d'occhio anche il rookie da Butler, Gordon Hayward. Insomma i soliti, solidi Jazz con qualche spunto in più.

 
Minnesota Timberwolves

Pare che l'eclettico David Kahn si sia deciso a puntare definitivamente su Kevin Love, e come dargli torto? Certo si è reso necessario rinunciare ad Al Jefferson, una scelta su cui solo il futuro potrà esprimere giudizi. I T'Wolves rimangono comunque tra color che son sospesi; perennemente in attesa di Ricky Rubio, con Jonny Flynn fermo ai box, un rookie tutto da scoprire come Wesley Johnson e l'immarcescibile Darko Milicic su cui puntare a tempo perso. Ancora un colossale interrogativo.

 
Denver Nuggets


La telenovela incentrata su Carmelo Anthony, che lo vedeva ogni giorno vicino ad una squadra diversa, pare si sia infine risolta in una nuvola di fumo. L'estensione del contratto è sempre lì sul tavolo, ma la firma dell'ex Syracuse probabilmente non arriverà mai, costringendo Denver a perdere la sua stella a costo zero la prossima estate. Non è stato fatto molto per trattenerlo, in verità: l'arrivo del giramondo Al Harrington non è esattamente garanzia di successo. I Nuggets rimangono, in ogni caso, una delle franchigie di maggior successo degli ultimi anni ma quali motivazioni saranno in ballo in questo ultimo giro di giostra per Anthony nella Mile High City? Una è facile da trovare: il ritorno sulla panchina di Coach George Karl, che ha passato gli ultimi mesi giocando una partita ben più complicata con il cancro.

 
Oklahoma City Thunder


La crescita dei Thunder, anche se non supportata da nessun acquisto di rilievo questa estate, pare inarrestabile tanto che alcuni li vedono come diretti contendenti dei Lakers. La logica suggerisce una maggior prudenza, ricordando lo scarso peso degli uomini di coach Brooks sotto canestro; certo che, se Kevin Durant sarà quello visto nei mondiali con la maglia USA, capace in sostanza di decidere da solo l'andamento di qualsiasi partita, l'asticella per i Thunder si sposta decisamente in alto. Abbiamo già trovato il prossimo MVP?

 
Portland Trail Blazers


Per chi avesse pensato che, dopo le sciagure dello scorso anno, la giustizia cosmica avrebbe ripagato generosamente i Blazers, dispiace annotare che anche questa stagione non nasce sotto una buona stella. I tempi di recupero di Greg Oden sono ormai considerati alla stregua dei segreti di Fatima, Przybilla (infortunatosi sul parquet e nella doccia di casa sua) non dà ancora garanzie e Rudy Fernandez ha passato l'estate struggendosi di nostalgia per la sua Spagna, senza fare niente per nascondere i suoi sentimenti. Nonostante tutto, però, il gruppo è unito sotto le ali di coach McMillan, con un Brandon Roy pronto a salire di livello portando con sé la squadra intera. Troppe sono le variabili da considerare per un pronostico; giova solo ricordare che, più passa il tempo, più quel treno su cui i Blazers sembravano destinati a salire si allontana.


Pacific Division

 
Golden State Warriors


Salutato Don Nelson, i Warriors iniziano una nuova avventura con Keith Smart. Il cambio di rotta è sottolineato anche dalla divisa, che torna al vecchio stile giallo-blu. C'è un nome nuovo di quelli importanti, David Lee, che anche se non corrisponde all'idea di miglioramento difensivo caldeggiata dal GM può comunque far fare un salto di qualità al settore lunghi. Il talento c'è, non è mai mancato (basti pensare a Stephen Curry pronto a una stagione da protagonista), ma l'ossatura costituita negli anni scorsi da Nelson rimane ancora un po' sbilanciata. Difficile pensare che bastino le buoni intenzioni per sviluppare un gioco solido, ma qualche progresso in vista c'è.

 
Sacramento Kings


I Kings cavalcano l'onda dei miglioramenti mostrati lo scorso anno limitandosi nel mercato (prezioso però l'innesto del veterano Dalembert sotto canestro, anche se al momento fermo per infortunio). Ci sarà quindi spazio a volontà per l'emergere prepotente del Rookie dell'anno 2010, Tyreke Evans, e per la crescita dei suoi compagni, non ultimo la matricola Demarcus Cousins, da Kentucky, determinato ad imporsi e a far ricredere chi non ha avuto abbastanza fiducia in lui da sceglierlo più in alto.

 
L.A. Lakers


Non era facile pensare a come i Lakers avrebbero potuto presentarsi ai ranghi di partenza più forti dello scorso anno, eppure ci sono riusciti. E' arrivato Matt Barnes, più che degno alter ego di Ron Artest, e Steve Blake andrà a riempire con minuti di quantità e qualità uno dei pochissimi punti deboli della squadra di Phil Jackson, ovvero il ruolo di PG di riserva. Gli interminabili problemi fisici di Bynum destano ovviamente preoccupazione, ma non possono influenzare il giudizio su quella che è, per diritto di conquista, la squadra da battere.

 
Phoenix Suns


La premiata ditta Nash-Stoudemire si scioglie, con STAT che va a raggiungere D'antoni a New York e il play canadese, reduce da una stagione degna dei vecchi fasti, che si ritrova a dover imbastire il pick 'n roll con Hakim Warrick e Robin Lopez, non proprio un desiderio che avrebbe espresso al genio della lampada. Tuttavia i Suns hanno dimostrato lo scorso anno di saper andare oltre le aspettative senza necessariamente dipendere dalla qualità dei nomi. Un Nash motivato è sinonimo di bel gioco e tanti punti prodotti, se a questo ci aggiungiamo l'importante innesto di Turkoglu sugli esterni si può veramente pensare a qualcosa di serio. Pur con tutto l'ottimismo del caso, però, non è possibile scorgere nei Suns quella stabilità e quelle capacità difensive che servono per fare la differenza tra i migliori.

 
L.A. Clippers


Che sia l'anno buono? E' un mantra ripetuto pazientemente ogni ottobre, che puntualmente, per un motivo o per un altro, non si avvera. Per scaramanzia non è il caso di esporsi troppo, ma è dovere far notare come Blake Griffin, dopo aver assistito a 82 partite dal divano di casa sua, sia fisicamente a posto, pronto a prendere questa squadra per mano come mostrato in pre-season. Il suo entusiasmo potrebbe contagiare, perché no, anche lo spento Baron Davis degli ultimi anni, e il nuovo coach Vinny Del Negro, insieme con la crescita di Eric Gordon e Deandre Jordan, oltre alla certezza Kaman sotto canestro, potrebbero fare il resto. Noi ci speriamo.


Southwest Division

 
Memphis Grizzlies


Nulla di nuovo nella città di Elvis, eccetto per il faraonico contratto firmato da Rudy Gay questa estate, cifre che lo obbligano a prendere una volta per tutte il ruolo di trascinatore di questa squadra. Il roster è solido, con OJ Mayo e Marc Gasol come secondo e terzo violino. C'è anche uno stopper difensivo, Tony Allen, giunto direttamente da Boston. Insomma, se lo scorso anno i Grizzlies rappresentarono una sorpresa quest'anno una loro riconferma a buoni livelli non stupirebbe nessuno; l'obiettivo dichiarato è strappare un posticino per i Playoffs.

 
Houston Rockets


Yao Ming è di nuovo in Texas ma, purtroppo per i Rockets, a mezzo servizio. C'è un po' di entusiasmo in più ma le speranze non sono molte per una squadra che sembra ormai aver perso il treno giusto, precisamente quello che faceva l'ultima fermata nelle serie di due anni fa contro i Lakers, quando Yao riportò l'ultimo infortunio. Coach Adelman è sempre una garanzia e Houston può vantare nello spot di 4 un giocatore, Luis Scola, invidiato da tutta la lega, ma l'impressione è che affidarsi a due guardie essenzialmente limitate al ruolo di realizzatori, Kevin Martin e Aaron Brooks, non potrà portare molto lontano.

 
San Antonio Spurs


Ogni anni ci proviamo, ma come si fa a contare fuori una squadra che può vantare la presenza di Tim Duncan e risponde agli ordini di Coach Popovich? La risposta è che no, non si può; per giunta, quest'anno Parker promette di rifarsi da un periodo negativo e Ginobili si presenta in forma, pronto a gestire saggiamente le sue energie come già fatto in passato per dare il massimo nei momenti che contano. A San Antonio sanno coltivare fiori nel deserto, è risaputo, per cui non può stupire la crescita di George Hill, ormai insostituibile elemento nelle rotazioni; sotto i tabelloni arriva dalla Spagna il brasiliano Splitter per colmare un vuoto di fianco a Duncan, e ci si aspettano conferme da Dejuan Blair. Gli Spurs sono sempre lì; gli avversari sono forti ma in fin dei conti sarà la loro voglia e il loro stato di salute tra Aprile e Maggio a decidere per la loro sorte.

 
Dallas Mavericks


La corazzata di Mark Cuban intraprende una nuova campagna. L'obiettivo è il titolo, non potrebbe essere altrimenti con nomi del calibro di Dirk Nowitzki, Jason Kidd, Caron Butler, Jason Terry e Shawn Marion La realtà dei fatti però ci presenta dei Mavs compatti, forti ma probabilmente un passo indietro rispetto a chi può vantare talenti nel pieno dello sviluppo rispetto a una serie di nomi illuminati principalmente dalle glorie passate. Nessuno stupore quindi se Dallas arrivasse a giocarsela fino in fondo, ma spuntarla è un altro discorso.

 
New Orleans Hornets


Dopo una lunga indecisione, Chris Paul ha resistito alla voce delle sirene che lo richiamavano altrove ed è rimasto con la franchigia che lo scelse al Draft. Il suo malcontento verso la società per non aver fornito compagni di alto livello a quella che è, secondo molti, la migliore PG della lega è risaputo; non può bastare certo l'arrivo di Marco Belinelli (alla fermata più promettente, in termini di spazio che gli verrà concesso, della carriera) a placarlo. Sarà forte però nel numero 3 degli Hornets la voglia di rivalsa dopo una stagione grigia, segnata dagli infortuni; nel breve termine New Orleans può solo guadagnarci.


by Andrea Cassini 

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