Finale intensa al Pala Olimpico, con le due squadre che offrono un bello spettacolo. Non basta la grinta di una Cantù che non ha mai mollato la presa, rimanendo attaccata alla partita praticamente fino in fondo. Siena invece dimostra di aver acquisito la solidità anche mentale delle sue versioni precedenti, di sicuro più ricche di talento, anche se i trascinatori alla conquista del trofeo sono stati Lavrinovic (MVP del torneo), Kaukenas e Stonerook, ovvero il trait d'union tra il passato e il presente, coloro che conoscono il sistema di coach Pianigiani quasi alla perfezione. Dall'altra parte abbiamo invece la conferma dello step di sviluppo effettuato dai brianzoli, ormai da considerare una forza del campionato a tutti gli effetti. Bisogna vedere quali siano le ambizioni della proprietà per il prossimo futuro: un paio di rinforzi uniti al mantenimento dei pezzi pregiati potrebbero portare Cantù stabilmente al vertice del basket italiano e magari a sognare qualcosa in più. Ma forse stiamo andando troppo oltre con le previsioni.
L'inizio del match vede la Montepaschi raggiungere un discreto margine di vantaggio, finchè nel secondo quarto arriva la reazione della Bennet trascinata indovinate da chi? Naturalmente Nicolas Mazzarino, che piazza due bombe e inventa un assist per Marconato. L'uruguagio però è l'osservato (o più precisamente il marcato) speciale della difesa senese e non riuscirà in seguito a incidere. Siena comincia a sbagliare qualche tiro di troppo mentre la squadra di Trinchieri comincia a macinare gioco e si porta addirittura a condurre grazie alla concretezza di Marteen Leunen, migliore in campo per Cantù. Tuttavia il fallo tecnico per proteste del solitamente glaciale Vladimir Micov, il quarto, toglie dal match un elemento importante per i brianzoli.
Nel secondo tempo però basta poco per vedere Siena riprendere il largo, proprio mentre sembrava stesse perdendo le proprie certezze: Lavrinovic e Moss sugli scudi e mensanini che salgono fino a +8. La Bennet prova a reagire grazie alla tripla di Leunen ma Carraretto, con due tiri spaccagambe dei suoi, tiene a distanza gli avversari. A questo punto sale in cattedra Mike Green che prende in mano la propria squadra e grazie ad una serie di entrate a canestro la porta fino a -1. Si entra nel quarto quarto e Siena, complici diversi errori offensivi degli avversari, prova a chiudere nuovamente i conti con due triple consecutive di Zisis e Lavrinovic. E' finita? Macché, nuovo scatto d'orgoglio di Cantù: ancora Leunen suona la carica con il tiro pesante e dà il la ad un parziale di 8-0 con la collaborazione del giovane Tabu e del sempreverde Marconato. Mazzarino ha addirittura la palla in mano per il possesso del possibile pareggio, ma Stonerook gliela sradica con una rubata delle sue. Si va in attacco e Kaukenas fa passare il pallone nella cruna di un ago per Ksistof Lavrinovic, che segna con un comodo appoggio. Cantù è sulle corde e Nikos Zisis dà il colpo del Knock-out con la bomba che chiude praticamente i conti a un minuto dal termine. Il punteggio finale dice 79-72 per la Montepaschi: la festa è ancora tutta senese, bella la scena dei giocatori e staff che salgono gli spalti per condividere la coppa con i propori tifosi: un altro trofeo va ad aggiungersi alla ormai ricca bacheca del club della città del Palio. Per Cantù un uscita dal campo a testa alta tra gli applausi dei tantissimi sostenitosi biancoblu, con un pizzico di delusione per essere arrivati ad un passo dal trionfo. Il match è stato davero divertente e intenso, devo ammettere che da appassionato avrei preferito il colpaccio della Bennet Cantù per vivacizzare un pò un panorama cestistico ormai monotono, non ce ne vogliano Minucci e i tifosi senesi. Il basket di Serie A dà l'arriverci a Torino all'anno prossimo, anche se l'augurio per la città è che in futuro non sia più solo di passaggio.
Pagellone del torneo
Mazzarino - Voto 10: semplicemente devastante, ammazza le partite nel secondo quarto contro Biella e Avellino, risultando inarrestabile, mentre in finale dà la scossa che dà coraggio alla squadra, salvo poi finire imbrigliato nella parte conclusiva del match, ma è più che perdonabile. Matador.
Lavrinovic - Voto 9: Siena ancora una volta non sbaglia un colpo, guidata dal lituano divenuto sempre più leader: una volta messosi alle spalle i problemi alla schiena, ha disputato semifinale e finale pressochè perfette, mettendo sempre tiri decisivi nel momenti cruciali, oltre che garantendo la solita solidità. Glaciale.
Marques Green - Voto 8: il record italiano di 20 assist non è solo storia, ma una lezione di playmakeraggio. E' l'uomo dei colori per eccellenza, per dirla alla Mario Boni: ha distrutto una Milano piena di crepe inventando assist a ritmo di rap. Purtroppo per Avellino non si ripete in semifinale. Artistico.
Daniele Cavaliero e Andrea Cinciarini - Voto 7: restando in tema di playmaker, le belle prestazioni del duo azzurro della Sutor fa piacere a chi ama il gioco e recrimina per non aver avuto il fisico adatto. Il triestino segna canestri impossibili contro la Virtus, il Cincia tiene in partita i suoi contro Siena. Ragionieri "pazzi".
Olimpia Milano e Virtus Bologna - Voto 5: ampia delusione di due squadre che una volta terrorizzavano gli avversari soltanto con il loro nome. Senza gioco e idee perdono malamente le proprie partite: Milano, costruita (e ricostruita) per vincere si sfalda all'improvviso dopo aver iniziato bene contro Avellino, quasi a rappresentare in singola partita l'avvio della nuova gestione Peterson; Bologna, che non riesce a lanciare un progetto stabile di roster (il caso Kemp, che sia colpa del giocatore o della società, è l'ultimo esempio di contratto naufragato) dal suo ritorno in A, merita ampiamente la sconfitta contro una Montegranaro che si dimostra superiore a livello tecnico-tattico. Nobili decadute.
Angelico Biella - Voto 4: La valutazione più appropriata sarebbe N.G. La squadra di Cancellieri entra in campo solo fisicamente, la testa viene dimenticata negli spogliatoi di Torino, o di Biella. Può la sola assenza di Viggiano rompere gli ingranaggi dell'intera squadra? No, non può e non deve. Delusione.
Nel secondo tempo però basta poco per vedere Siena riprendere il largo, proprio mentre sembrava stesse perdendo le proprie certezze: Lavrinovic e Moss sugli scudi e mensanini che salgono fino a +8. La Bennet prova a reagire grazie alla tripla di Leunen ma Carraretto, con due tiri spaccagambe dei suoi, tiene a distanza gli avversari. A questo punto sale in cattedra Mike Green che prende in mano la propria squadra e grazie ad una serie di entrate a canestro la porta fino a -1. Si entra nel quarto quarto e Siena, complici diversi errori offensivi degli avversari, prova a chiudere nuovamente i conti con due triple consecutive di Zisis e Lavrinovic. E' finita? Macché, nuovo scatto d'orgoglio di Cantù: ancora Leunen suona la carica con il tiro pesante e dà il la ad un parziale di 8-0 con la collaborazione del giovane Tabu e del sempreverde Marconato. Mazzarino ha addirittura la palla in mano per il possesso del possibile pareggio, ma Stonerook gliela sradica con una rubata delle sue. Si va in attacco e Kaukenas fa passare il pallone nella cruna di un ago per Ksistof Lavrinovic, che segna con un comodo appoggio. Cantù è sulle corde e Nikos Zisis dà il colpo del Knock-out con la bomba che chiude praticamente i conti a un minuto dal termine. Il punteggio finale dice 79-72 per la Montepaschi: la festa è ancora tutta senese, bella la scena dei giocatori e staff che salgono gli spalti per condividere la coppa con i propori tifosi: un altro trofeo va ad aggiungersi alla ormai ricca bacheca del club della città del Palio. Per Cantù un uscita dal campo a testa alta tra gli applausi dei tantissimi sostenitosi biancoblu, con un pizzico di delusione per essere arrivati ad un passo dal trionfo. Il match è stato davero divertente e intenso, devo ammettere che da appassionato avrei preferito il colpaccio della Bennet Cantù per vivacizzare un pò un panorama cestistico ormai monotono, non ce ne vogliano Minucci e i tifosi senesi. Il basket di Serie A dà l'arriverci a Torino all'anno prossimo, anche se l'augurio per la città è che in futuro non sia più solo di passaggio.
Pagellone del torneo
Mazzarino - Voto 10: semplicemente devastante, ammazza le partite nel secondo quarto contro Biella e Avellino, risultando inarrestabile, mentre in finale dà la scossa che dà coraggio alla squadra, salvo poi finire imbrigliato nella parte conclusiva del match, ma è più che perdonabile. Matador.
Lavrinovic - Voto 9: Siena ancora una volta non sbaglia un colpo, guidata dal lituano divenuto sempre più leader: una volta messosi alle spalle i problemi alla schiena, ha disputato semifinale e finale pressochè perfette, mettendo sempre tiri decisivi nel momenti cruciali, oltre che garantendo la solita solidità. Glaciale.
Marques Green - Voto 8: il record italiano di 20 assist non è solo storia, ma una lezione di playmakeraggio. E' l'uomo dei colori per eccellenza, per dirla alla Mario Boni: ha distrutto una Milano piena di crepe inventando assist a ritmo di rap. Purtroppo per Avellino non si ripete in semifinale. Artistico.
Daniele Cavaliero e Andrea Cinciarini - Voto 7: restando in tema di playmaker, le belle prestazioni del duo azzurro della Sutor fa piacere a chi ama il gioco e recrimina per non aver avuto il fisico adatto. Il triestino segna canestri impossibili contro la Virtus, il Cincia tiene in partita i suoi contro Siena. Ragionieri "pazzi".
Olimpia Milano e Virtus Bologna - Voto 5: ampia delusione di due squadre che una volta terrorizzavano gli avversari soltanto con il loro nome. Senza gioco e idee perdono malamente le proprie partite: Milano, costruita (e ricostruita) per vincere si sfalda all'improvviso dopo aver iniziato bene contro Avellino, quasi a rappresentare in singola partita l'avvio della nuova gestione Peterson; Bologna, che non riesce a lanciare un progetto stabile di roster (il caso Kemp, che sia colpa del giocatore o della società, è l'ultimo esempio di contratto naufragato) dal suo ritorno in A, merita ampiamente la sconfitta contro una Montegranaro che si dimostra superiore a livello tecnico-tattico. Nobili decadute.
Angelico Biella - Voto 4: La valutazione più appropriata sarebbe N.G. La squadra di Cancellieri entra in campo solo fisicamente, la testa viene dimenticata negli spogliatoi di Torino, o di Biella. Può la sola assenza di Viggiano rompere gli ingranaggi dell'intera squadra? No, non può e non deve. Delusione.
Foto: Ciamillo&Castoria per Legabasket.it







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